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 iconaCoachingEssere o fare il coach: preferisco essere coach umanista

Luca Stanchieri mi ha insegnato a essere coach umanista. Come coach umanista prima di tutto viene la persona che ho di fronte. Spesso è imprenditore, a volte è un gruppo di persone come ad esempio in Trentino dove ho incontrato persone che cercano lavoro. La persona che ho di fronte merita tutto il mio sforzo per comprenderne il talento da sviluppare e la sua unicità. Ma in quanto coach umanista, da una parte ho pieno rispetto delle scelte del cliente (con le sue potenzialità caratterizzanti da allenare secondo la volontà del cliente stesso), dall’altra ho il dovere-piacere di addentrarmi nella conoscenza più vasta delle motivazioni che hanno generato scelte e disegnato la storia o che hanno prodotto talenti e bellezze contrapposti ad eroi negativi e distruzioni. Si tratta della cura di sé che alimenta il ruolo positivo del coach, una trascendenza che permette il germogliare di effetti moltiplicativi attraverso il ricreato benessere del cliente e che si diffonde verso i suoi familiari, gli alleati, i collaboratori, gli amici. Alcuni la chiamano energia positiva.

Leggi il post di Luca Stanchieri sul ruolo del coach umanista (FB Scuola Italiana Life & Corporate Coaching)